{"id":3965,"date":"2021-05-07T12:16:37","date_gmt":"2021-05-07T12:16:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/?p=3965"},"modified":"2021-05-07T12:20:06","modified_gmt":"2021-05-07T12:20:06","slug":"lincantesimo-pulsionale-del-capo-italian-version","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/2021\/05\/07\/lincantesimo-pulsionale-del-capo-italian-version\/","title":{"rendered":"L&#8217;incantesimo pulsionale del capo (Italian Version)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3965\" class=\"elementor elementor-3965\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-29f00022 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"29f00022\" data-element_type=\"section\" 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elementor-element elementor-element-2f8a7d32\" data-id=\"2f8a7d32\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4606733c elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"4606733c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">L'incantesimo pulsionale del capo<Br>(Italian version)<\/h2>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2af2989 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2af2989\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p><i>By <a href=\"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/franco-lolli\/\">Franco Lolli<\/a><br \/><\/i><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7f78a7e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7f78a7e\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;_ha_eqh_enable&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2a32578\" data-id=\"2a32578\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e9d07b7 elementor-invisible elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e9d07b7\" data-element_type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;_animation&quot;:&quot;fadeInUp&quot;}\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p>Come necessaria e rapida premessa al mio intervento, occorre distinguere il concetto di massa da quello di istituzione, specificando, molto schematicamente, che quest\u2019ultima assorbe il fenomeno mutevole e transitorio della massa.<\/p><p>L\u2019istituzione, cio\u00e8, organizza la massa, la stabilizza, le assicura una forma giuridica, politica ed economica, rendendo possibile una sorta di \u2018controllo\u2019 del suo problematico carattere originario (la cui descrizione \u00e8, a mio avviso, il pi\u00f9 prezioso contributo di Freud nel testo che stiamo studiando).<\/p><p>Intendo quindi ragionare esclusivamente sul momento di costituzione della massa primaria (prima, cio\u00e8, che essa venga \u2018messa in forma\u2019) e, in particolare, sul suo legame con il capo.<br \/>Inizier\u00f2 la mia breve riflessione su <strong>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019io<\/strong> partendo da una citazione di Freud estratta dal testo in questione: si tratta di un passaggio che conclude il 9\u00b0 paragrafo, quello dedicato alla pulsione gregaria, passaggio nel quale \u00e8 presentata una delle tesi, a mio parere, pi\u00f9 forti e sconvolgenti dell\u2019intero saggio:<\/p><p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5639320 elementor-blockquote--skin-quotation elementor-blockquote--button-color-official elementor-widget elementor-widget-blockquote\" data-id=\"5639320\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"blockquote.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<blockquote class=\"elementor-blockquote\">\n\t\t\t<p class=\"elementor-blockquote__content\">\n\t\t\t\t\u201cCi sentiamo perci\u00f2 di rettificare l\u2019affermazione di Trotter che l\u2019uomo \u00e8 un animale che vive in gregge, sostenendo che egli \u00e8 piuttosto un animale che vive in orda, un essere singolo appartenente a un\u2019orda guidata da un capo supremo\u201d .\t\t\t<\/p>\n\t\t\t\t\t<\/blockquote>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e74a636 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e74a636\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p>Con questa frase perentoria e secca <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> , <strong>Freud<\/strong> smonta l\u2019impianto teorico di Trotter, il quale \u2013 come lo stesso Freud ricorda \u2013 aveva ipotizzato l\u2019originariet\u00e0 della pulsione gregaria, o meglio, l\u2019esistenza di una spinta \u2018naturale\u2019 all\u2019aggregazione, allo stare insieme, al raggiungimento, attraverso una specie di spontanea tendenza alla socializzazione, della condizione di maggiore completezza possibile, che, per l\u2019appunto, solo il raggruppamento e l\u2019unione sarebbero in grado di garantire. <br \/>L\u2019inclinazione all\u2019aggregazione \u2013 specifica, al contrario, Freud \u2013 \u00e8 concepibile unicamente come effetto del legame di tipo identificatorio che si sviluppa tra uguali (tra pari), legame che, tuttavia, pu\u00f2 stabilirsi solo ad una precisa condizione: che il singolo essere umano \u2018scelga di consegnarsi\u2019 alla volont\u00e0 del capo, che accetti, cio\u00e8, il dominio esercitato dal padrone assoluto e si sottometta volontariamente al suo potere. Ci\u00f2 che tiene uniti gli individui tra loro non \u00e8, quindi, l\u2019innata ricerca di mutua assistenza e solidariet\u00e0, ma la necessit\u00e0 di affidarsi nelle mani di un sovrano: sar\u00e0 la condivisione dello stesso oggetto d\u2019amore \u2013 il capo \u2013 a creare, in un tempo successivo, il legame tra pari. In tal senso, la pulsione gregaria non \u00e8 originaria: essa \u00e8 la conseguenza della comune adesione di ogni membro della futura massa allo stesso programma di sottomissione; di sottomissione \u2013 specifica Freud \u2013 ad un F\u00fchrer, al despota, al tiranno. La conclusione che ne deriva \u00e8 quella gi\u00e0 citata: l\u2019uomo \u00e8 un animale che vive in orda, bisognoso, cio\u00e8, di essere dominato dall\u2019alto, di essere oppresso pur di sentirsi protetto e amato (idea che, in parte, rettifica il mito di Totem e tab\u00f9, nel senso che l\u2019uccisione del padre primordiale non segna il superamento definitivo di quella primordiale organizzazione sociale, ma lascia un resto, un ricordo, una specie di nostalgia della perduta soggezione). <br \/>A partire da questa rapida premessa, vorrei proporre alcune considerazioni utili a sviluppare la riflessione. Innanzitutto, occorre sottolineare il fatto che il singolo, per appartenere alla massa \u2013 cos\u00ec ci spiega Freud \u2013 deve rinunciare al proprio Ideale e, per contro, assumere quello collettivo. L\u2019adesione al nuovo Ideale (quello che il capo impone) diventa, del resto, la condizione per entrare a pieno titolo nella massa. In questo senso, la massa esige una sorta di debilit\u00e0 soggettiva, una diminutio intellettiva dei singoli membri, il sacrificio delle proprie capacit\u00e0 di critica. L\u2019Ideale del capo pu\u00f2, cos\u00ec, affermarsi come programma collettivo incontestabile ed esigere da ognuno il contributo necessario alla sua realizzazione. Le tragiche vicende del secolo scorso indicano fino a che punto possano spingersi le conseguenze di una tale attitudine. <br \/>Ma come fa un nuovo Ideale ad imporsi con tanta forza? Come pu\u00f2 l\u2019individuo abdicare alle proprie facolt\u00e0 di giudizio e affidarsi ciecamente al capriccio del tiranno? Per tentare di rispondere a questi interrogativi, trovo utile il ricorso ad una straordinaria notazione di Freud su quelle che lui definisce le qualit\u00e0 del capo. Una notazione fondamentale, spesso, tuttavia, trascurata. Dice Freud: il capo per imporsi (e per imporre il nuovo Ideale al quale la massa si conformer\u00e0) deve avere due caratteristiche:<\/p><ol><li><strong>Deve mostrare di avere maggiore forza<\/strong><\/li><li><strong>Deve avere maggiore LIBERTA\u2019 LIBIDICA.<\/strong><\/li><\/ol><p>Quest\u2019ultima notazione \u00e8 davvero di un\u2019importanza straordinaria.<\/p><p>Il capo della futura massa, per essere tale e per essere riconosciuto come tale, deve avere un certo rapporto con il godimento, deve, cio\u00e8, mostrare di avere una certa facilit\u00e0, una certa dimestichezza, un certa propriet\u00e0 d\u2019accesso alla soddisfazione pulsionale. Questo \u00e8 un punto fondamentale: non \u00e8 il sapere la qualit\u00e0 caratterizzante del capo.<\/p><p>O meglio, non \u00e8 il sapere quale noi generalmente lo intendiamo. La massa \u2013 ci dice Freud \u2013 \u00e8 attratta dalla libert\u00e0 libidica di colui che diverr\u00e0 il suo dominatore. Il capo, di conseguenza, \u00e8 colui che \u2013 cos\u00ec, per lo meno, \u00e8 visto dal singolo \u2013 ci sa fare con il godimento. Il F\u00fchrer \u00e8, nella sua essenza, un essere pulsionale, un oggetto speciale poich\u00e9 investito e \u2018caricato\u2019 pulsionalmente.<\/p><p>\u00c8 tale dimestichezza (reale o presunta, poco importa) con il godimento, il suo saperci fare con la pulsione e con la sua soddisfazione, la sua \u2018confidenza\u2019 con l\u2019esperienza di appagamento libidico a costituire il suo vero sapere, il sapere che affascina e suggestiona la massa.<\/p><p>Egli, infatti, appare capace di dominare l\u2019irruenza della pulsione, di non farsi soggiogare dalle sue richieste e di piegarle a proprio vantaggio. A questo proposito, occorre evitare di considerare la pulsione come interamente coincidente e sovrapponibile all\u2019ambito sessuale (pur essendo il sessuale una sua componente non secondaria).<\/p><p>Il capo pu\u00f2 incarnare l\u2019oggetto sessuale ambito (le considerazioni sull\u2019uso che fa del corpo sono note e ampiamente studiate) ma non \u00e8 questo il livello al quale dobbiamo ridurre la notazione freudiana.<\/p><p>La pulsione, infatti \u2013 come ci insegna <strong>Lacan<\/strong> \u2013 \u00e8 innanzitutto un rapporto (speciale) del soggetto con la domanda. Descrive, cio\u00e8, il modo in cui il soggetto si posiziona rispetto all\u2019Altro. La scelta dell\u2019oggetto elettivo della pulsione \u00e8, per Lacan, una determinante significante del rapporto che l\u2019essere umano intrattiene con l\u2019Altro. La prevalenza di un certo tipo di soddisfazione (orale, anale, ecc.) si materializza, in altri termini, in un certo modo in cui il soggetto stabilisce le relazioni con il mondo. La pulsione (e il modo in cui essa si soddisfa) \u2018dice\u2019 del soggetto, lo qualifica, lo caratterizza.<\/p><p>Una certa libert\u00e0 libidica (dunque, una certa disinvoltura pulsionale) esercita un indubbio potere di fascinazione in quanto segnala la capacit\u00e0 di soddisfarsi (questione sempre molto problematica per il nevrotico). Si ammira del capo questa sua facolt\u00e0, la si invidia, la si vorrebbe emulare, la si vorrebbe imitare per contatto diretto. E tanto pi\u00f9 affascinante sar\u00e0 tale qualit\u00e0 del capo, quanto pi\u00f9 in modo radicale questa facolt\u00e0 si manifester\u00e0: e tanto pi\u00f9 radicale sar\u00e0 la sua manifestazione, quanto pi\u00f9 in essa emerger\u00e0 la sua radice pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 rappresentativa, pi\u00f9 caratterizzante.<\/p><p>Arriviamo, in questo modo, ad illuminare l\u2019aspetto generalmente in ombra: il saperci fare con la pulsione sar\u00e0 tanto pi\u00f9 affascinante, quanto pi\u00f9 in essa si presentificher\u00e0 la pulsione di morte che si agita al suo interno, ovvero, quanto pi\u00f9 sar\u00e0 in primo piano la spinta regressiva sulla quale si fonda ogni soddisfazione pulsionale. La potenza fascinatoria e carismatica del capo \u00e8 proporzionale alla sua capacit\u00e0 di incarnare la tragicit\u00e0 ambivalente della pulsione, che, per un verso, assicura una soddisfazione impareggiabile, per l\u2019altro, si accompagna alla eclissi dell\u2019io, alla sua momentanea scomparsa, alla sua temporanea morte. La soddisfazione della pulsione non \u00e8, infatti, la soddisfazione dell\u2019io: <strong>\u00e7a jouit<\/strong> \u00e8 l\u2019espressione con la quale Lacan designa l\u2019impersonalit\u00e0 della soddisfazione pulsionale. La soddisfazione di un \u2018qualcosa\u2019 che reclama nell\u2019inconscio, ma che non coincide con l\u2019esperienza di piacere al quale l\u2019io aspira.<\/p><p>Il concetto di godimento di Lacan esprime bene questa ambivalenza della soddisfazione pulsionale: da un lato, essa \u00e8 scarica libidica che attiva il sistema, lo vitalizza, lo fa sentir vivo, lo affeziona, lo fissa e lo condanna, quindi, alla ripetizione; dall\u2019altro lato, \u00e8 svanimento dell\u2019io, esperienza di perdita di controllo, di padronanza, di coscienza, cancellazione della volont\u00e0, immersione in un vuoto di pensiero con simultanea prevalenza di fenomeni di corpo.<\/p><p>Dove c\u2019\u00e8 godimento non c\u2019\u00e8 l\u2019io. L\u2019assolutismo del godimento \u2013 nel senso che, come sostiene Lacan nel <strong>Seminario XVI<\/strong>, esso \u00e8 assoluto, \u2018sciolto\u2019, ab-solutus da ogni relazione di senso \u2013 \u00e8 la scena che letteralmente ipnotizza il nevrotico, incantato dalla potenza auto-affermativa di ci\u00f2 che osserva (o pensa di osservare) nel capo. Il fascino del capo deriva, allora, da questo sembiante di appagamento pulsionale che lo rende invidiabile, dalla maschera libidica che pu\u00f2 farlo addirittura oggetto di proiezioni sessuali, dall\u2019immagine di un corpo che si presta ad essere visto come luogo di una soddisfazione senza pari e, di conseguenza, desiderabile: ma a dar potenza a questo sembiante c\u2019\u00e8 sempre l\u2019assolutismo e l\u2019implacabilit\u00e0 della pulsione di morte che trapela in filigrana in ogni apparente manifestazione di vitalismo, di energicismo, di sbandierata generativit\u00e0.<\/p><p>La retorica del vitalismo generativo, la nascita e lo sviluppo delle varie epopee del \u2018fondatore\u2019, il mito di coloro (politici, studiosi, clerici e, ahim\u00e8, anche psicoanalisti) che hanno dato vita a movimenti, gruppi, associazioni, scuole, conventi, partiti improntati sul proprio nome e sulla personalizzazione dell\u2019impegno pubblico, cela il pi\u00f9 profondo egocentrismo pulsionale, il pi\u00f9 bieco \u2013 sebbene camuffato nel suo contrario \u2013 godimento nichilistico e distruttivo. Che \u00e8 esattamente, per\u00f2, ci\u00f2 che seduce il nevrotico (il cui fantasma, ricordiamolo, ha sempre connotazioni perverse). Mettersi nelle mani di un capo, affidarsi ciecamente a lui, significa, in sostanza, farsi oggetto del suo godimento e soddisfare cos\u00ec il proprio godimento masochista: affidarsi a chi sa, nell\u2019auspicio di partecipare al godimento dell\u2019orda, di cui il capo si fa padrone incontrastato. \u00c8 sperare che dalla ricca tavola del despota cadano briciole di godimento da raccogliere sul terreno. L\u2019accettazione di qualunque contenuto ideologico non sar\u00e0 altro che una conseguenza di tale totale affidamento.<\/p><p>Siamo cos\u00ec giunti all\u2019ultimo punto che vorrei mettere in evidenza. Freud sottolinea in maniera molto chiara come, in quella che lui chiama reviviscenza dell\u2019orda primordiale, il singolo rinunci al proprio modo di essere per soddisfare il bisogno di stare \u2018in armonia\u2019 con gli altri, obbedendo al capo e ai suoi ordini. La libido individuale, quindi, attivata originariamente dalla fascinazione per la maggiore libert\u00e0 libidica del capo, in una sorta di risonanza collettiva che fa vibrare le singole strutture, si estende sui pari, fondando e cementando il legame orizzontale tra simili. Godere insieme diventa un aspetto imprescindibile della massa: non ci si pu\u00f2 rifiutare di partecipare al rito del godimento, che richiede, per l\u2019appunto, l\u2019abbandono delle proprie convinzioni. Ecco perch\u00e9 Freud specifica che \u2013 e su questo concluder\u00f2 il mio commento \u2013 l\u2019ingresso nella massa comporta una rinuncia alla coscienza morale, ovvero una liberazione dalle inibizioni per entrare di diritto nel cerimoniale ordalico. La massa, in tal senso, agisce in una direzione che \u00e8 inversa rispetto a quella della Civilt\u00e0: come sar\u00e0 teorizzato alla fine dello stesso decennio, infatti, l\u2019ingresso nella Civilt\u00e0 esige una rinuncia pulsionale come prezzo da pagare per fare il proprio ingresso nel consorzio umano: rinuncia che genera quel disagio che dar\u00e0, per l\u2019appunto, il titolo al testo freudiano, scritto tra il 1929 e il 1930.<\/p><p>L\u2019ingresso nella massa, al contrario, come gi\u00e0 detto, esige la cessione della propria moralit\u00e0 e promette una possibilit\u00e0 di dare libero accesso a soddisfazioni pulsionali che la Civilt\u00e0 condanna. In quest\u2019ottica, l\u2019appartenenza alla massa si configura come una possibilit\u00e0 di \u2018cura\u2019 di quel disagio della Civilt\u00e0 considerato il sottofondo storico-culturale di ogni forma di nevrosi. Il che contribuisce, a mio avviso, a spiegare l\u2019estrema facilit\u00e0 con la quale gli individui aderiscono alla massa.<\/p><p>Il fattore libidico che Freud individua in essa non va inteso unicamente come lo sviluppo del legame d\u2019amore verso il capo e i propri simili: a motivare l\u2019estremo e alienante conformismo al quale ognuno drammaticamente si abbandona, vi \u00e8 la promessa (implicita, il pi\u00f9 delle volte, anche se ufficialmente biasimata o addirittura censurata, in alcuni casi) di liberarsi dai vincoli della Civilt\u00e0 e di accedere a quelle forme di godimento che le regole di convivenza vietano. La massa riproduce l\u2019orda, dunque il suo carattere instabile, mutevole e perturbante che eredita dalla disinibizione pulsionale che la qualifica. Il capo \u00e8 colui che si fa garante di tale possibilit\u00e0, sebbene, esattamente come nell\u2019orda primordiale, sia proprio lui a confinare i suoi sottomessi alla periferia della soddisfazione stessa. Ma di questo, i suoi sudditi non vogliono saperne. Incantati dal festino ordalico nel quale si illudono di essere stati accolti, partecipano al rito del godimento di cui essi, tuttavia, costituiscono l\u2019inconsapevole oggetto. L\u2019acclamazione del capo, la sua perenne difesa contro ogni presunto nemico, il sostegno indiscriminato al suo \u2018catechismo\u2019 dottrinale sono in fondo l\u2019opportunistica strategia di protezione della propria condizione di eccezione (rispetto alle restrizioni della Civilt\u00e0) che l\u2019appartenenza alla massa assicura. Per questa ragione, in conclusione, la massa si presenta come un\u2019orda riconfigurata, nel senso che chi vi aderisce non ambisce alla destituzione del leader ma alla sua incolumit\u00e0 e alla sua pi\u00f9 duratura sopravvivenza: solo su un capo forte, infatti, (in ogni accezione del termine, prima fra tutte quella libidica) l\u2019individuo pu\u00f2 proiettarsi fantasmaticamente per poter sognare di partecipare al suo (immaginario) banchetto.<\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a69f04d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a69f04d\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;,&quot;_ha_eqh_enable&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ce37f9a\" data-id=\"ce37f9a\" data-element_type=\"column\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9f2d25e elementor-invisible elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9f2d25e\" data-element_type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;_animation&quot;:&quot;fadeInDown&quot;}\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p><strong>Note:<br \/><\/strong><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p><p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> S. Freud, <em>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019io, <\/em>OSF, Bollati Boringhieri, Torino \u2026\u2026\u2026., p. 309. <a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;incantesimo pulsionale del capo (Italian version) By Franco Lolli Come necessaria e rapida premessa al mio intervento, occorre distinguere il concetto di massa da quello di istituzione, specificando, molto schematicamente, che quest\u2019ultima assorbe il fenomeno mutevole e transitorio della massa. 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