{"id":2617,"date":"2021-02-08T13:12:59","date_gmt":"2021-02-08T13:12:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/2021\/02\/08\/psicologia-delle-masse-un-secolo-di-politiche-dellinconscio\/"},"modified":"2021-05-07T09:55:42","modified_gmt":"2021-05-07T09:55:42","slug":"psicologia-delle-masse-un-secolo-di-politiche-dellinconscio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/2021\/02\/08\/psicologia-delle-masse-un-secolo-di-politiche-dellinconscio\/","title":{"rendered":"Psicologia delle masse. Un secolo di politiche dell&#8217;inconscio (Italian version)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2617\" class=\"elementor elementor-2617\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-29f00022 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"29f00022\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;,&quot;_ha_eqh_enable&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3d6112a6\" data-id=\"3d6112a6\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-43a716cd elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"43a716cd\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;_ha_eqh_enable&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-2f8a7d32\" data-id=\"2f8a7d32\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4606733c elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"4606733c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Psicologia delle masse. <br>Un secolo di politiche <br>dell'inconscio. (Italian version)<\/h2>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2af2989 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2af2989\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p><em>\u00a0Di <a class=\"autore\" href=\"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/pietro-pascarelli\/\">Pietro Pascarelli<\/a>.\u00a0<\/em><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8ec34c7 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"8ec34c7\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;_ha_eqh_enable&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-626a515\" data-id=\"626a515\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-04dff5d elementor-invisible elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"04dff5d\" data-element_type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;_animation&quot;:&quot;fadeInUp&quot;}\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><div><p>Ricorre quest&#8217;anno, in un momento di grande difficolt\u00e0 planetaria per la pandemia da Covid, segnato dal recente riemergere anche in Italia e in Europa, in una sfavorevole congiuntura economica, del populismo e di derive autoritarie come il sovranismo, il centenario di un&#8217;opera di Sigmund Freud, <em>Psicologia delle masse e analisi dell&#8217;Io<\/em>, che sembra porre le basi per una comprensione dei fenomeni sociali sulla base di una lettura psicoanalitica delle politiche dell&#8217;inconscio.\u00a0<\/p><\/div><div><p>\u00abNella vita psichica del singolo l&#8217;altro \u00e8 regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto [&#8230;] la psicologia individuale \u00e8, al tempo stesso, fin dall&#8217;inizio, psicologia sociale\u00bb. Cos\u00ec nota Freud all\u2019inizio del suo saggio (in <em>OSF<\/em>, Bollati Boringhieri, tr. it. di E.A. Panaitescu, p. 261) Pur non essendovi una rigida contrapposizione fra psicologia individuale e psicologia sociale, quest&#8217;ultima tuttavia si applica in senso proprio allo studio di fenomeni diversi, che hanno a che vedere col rapporto fra l\u2019individuo e quelle moltitudini di sconosciuti, che si formano in determinate circostanze, che chiamiamo masse spontanee; oppure fra l\u2019individuo e quelle masse invece che definiamo organizzate e corrispondono essenzialmente all\u2019esercito e alla Chiesa.\u00a0<\/p><p><em>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019Io<\/em> affronta queste tematiche in modo innovativo rispetto ad autori coevi come Gustave Le Bon e William McDougall, dopo la Grande Guerra e dopo insurrezioni e repressioni verificatesi in Europa, fra cui la rivolta spartachista di Berlino, negli anni immediatamente successivi, tutti eventi rivelatori delle modifiche indotte nei singoli e nelle societ\u00e0 da eventi eccezionali. Freud vi recupera sue opere precedenti: <em>Tre saggi sulla teoria sessuale, Introduzione al narcisismo, Lutto e melanconia, Totem e tab\u00f9. <\/em>Questi testi, rispetto ai fenomeni studiati in <em>Massenpsychologie,<\/em>forniscono concetti utili a interpretarli, come quelli di ipnosi, innamoramento, identificazione reciproca e di investimenti libidici, di orda primitiva col suo terribile capo: il padre-padrone che lui solo ed esclusivamente possiede tutte le donne, costituendo una polarit\u00e0 narcisistica cos\u00ec feroce e tirannica da rappresentare di per s\u00e9 una spinta fortissima all\u2019abbandono della sudditanza e alla ricerca di una propria autonomia.\u00a0<\/p><p><em>Psicologia delle masse<\/em> si correla inoltre con altri due testi cruciali coevi: <em>Al di l\u00e0 del principio<\/em> <em>del piacere <\/em>(1920) e <em>L&#8217;Io e l&#8217;Es<\/em> (1923).\u00a0<\/p><p>Il primo dei due introduce, accanto alla libido, a Eros che unisce, la pulsione di morte che distrugge i gruppi umani.\u00a0<\/p><p>L&#8217;altro ci illustra come Freud intenda l&#8217;Io non solo come istanza psichica, ma anche come sintesi psichica complessiva del soggetto nella sua costitutiva divisione, che si interseca con le altre due istanze psichiche dette fin qui Es e Super-Io, che credo sia bene cominciare a denominare rispettivamente coi termini &#8220;Quello&#8221; e &#8220;Oltre-Io&#8221;, secondo la traduzione dal tedesco di \u201cEs\u201d e \u201c\u00dcber-Ich\u201d proposta da Sergio Benvenuto in<em> Leggere Freud. Dall&#8217;Isteria alla fine dell&#8217;analisi <\/em>(Orthotes, Salerno-Napoli 2017), pi\u00f9 rispondente al testo originale e alla necessit\u00e0 sentita da Freud di una continua riattualizzazione della metapsicologia e della terminologia psicoanalitiche.\u00a0<\/p><p>La concezione freudiana dell&#8217;autorit\u00e0 poggia dunque su un evento traumatico immemoriale, l&#8217;uccisione del padre, che rivive nel mito di Edipo, e in ognuna delle sue riedizioni inconsce, in cui un\u2019epopea individuale si riafferma, un soggetto si distacca dalla massa e si dice. Con una modalit\u00e0 che ricorda quella del poeta che canta le imprese di un eroe \u2014 che alla fine non \u00e8 altri che il poeta stesso \u2014 che si afferma da protagonista nel mondo. Ed \u00e8 questo gesto poetico che segna la svolta per cui avviene il passaggio dalla massa al singolo soggetto.<\/p><p>Tale autorit\u00e0 passa dall&#8217;imposizione al controllo autodiretto interiorizzato su cui poggiano le organizzazioni di massa e burocratiche. Le quali tuttavia possono disporre di, e utilizzare, anche mezzi coercitivi per mantenere la compattezza e la vita dell\u2019istituzione-massa che rappresentano.\u00a0<\/p><p>L&#8217;interiorizzazione, che mostra per il soggetto una possibilit\u00e0 alternativa alla colpa e alla paura della castrazione nel legame erotico, riferito a un amore inibito nella meta (sublimato), avviene sulla base di <em>identificazioni <\/em>con certi ideali o con figure di leader. Proprio in queste consiste la novit\u00e0 interpretativa, lo specifico psicoanalitico introdotto da Freud rispetto all&#8217;<em>imitazione o all\u2019istinto gregario <\/em>come fattore unificante di cui parlavano Gustave Le Bon e altri autori che disprezzavano \u201cle masse\u201d.<\/p><p>Freud invece, pur registrando talune caratteristiche intrinseche della massa, come il senso di onnipotenza e irresponsabilit\u00e0 che diffonde fra i suoi membri, ne nota altres\u00ec l\u2019altruismo e altre grandezze di slancio e creativit\u00e0. Ma soprattutto vede il rapporto di mutualit\u00e0 fra individuo e massa.<\/p><p>I membri della massa si identificano con il capo interiorizzandolo come il proprio Io Ideale, o mettendolo al posto dell&#8217;Ideale dell&#8217;Io, in un processo che su linee orizzontali di rapporto affratella, generando legami erotici sublimati. Qui le linee del narcisismo si intersecano con quelle del rapporto d&#8217;oggetto.\u00a0<\/p><p>Ma un&#8217;identificazione, che in teoria dovrebbe risolvere la dipendenza dall&#8217;esterno, pu\u00f2 tradursi invece in una sua perpetuazione? Oppure il problema vero consiste nel contenuto valoriale di quest&#8217;identificazione, nell&#8217;assunzione interiore di qualcosa di non etico, resa ormai indipendente da ogni referente esterno, e perpetua?\u00a0<\/p><p>La ricchezza di spunti e prospettive del saggio freudiano, e la sua articolazione con altri saperi e concezioni teoriche, insieme agli ampliamenti d&#8217;orizzonte della teoria psicoanalitica e delle scienze umane nel frattempo sopravvenuti, rendono possibili miglioramenti molteplici a integrazione di queste prime osservazioni.\u00a0<\/p><p>Il saggio apre un nuovo orizzonte rispetto alla visione psicoanalitica della mente, del soggetto, della societ\u00e0, coerente con l\u2019idea freudiana secondo cui \u201cla psiche \u00e8 estesa, di ci\u00f2 non sa nulla\u201d.<\/p><p>Il concetto innovativo di Freud \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 un confine rigido e impermeabile della psiche del singolo e del collettivo umano: il gruppo o, nella sua dimensione d&#8217;immensit\u00e0, la massa. Non si tratta qui semplicemente del rapporto fra individui e societ\u00e0 intesi come polarit\u00e0 diverse e indipendenti per quanto significativamente correlate, e degli effetti psichici della massa sul singolo (ad esempio esaltazione delle passioni e inibizione del pensiero), ma della sovrapposizione dinamica e pi\u00f9 o meno stabile fra aree pertinenti alla mente individuale e aree pertinenti alla mente di gruppo, intese come parti confluenti che fanno sistema psichico unitario con speciali modalit\u00e0 di comunicazione e interazione nel collettivo (dalla lingua all\u2019intuizione, all\u2019empatia, alla suggestione, alla propaganda, fino al dominio esercitato in forme che non sono violente ma suggeriscono la possibilit\u00e0 di diventarlo). Il tutto \u00e8 molto chiaro quando si analizzi soprattutto il rapporto dell\u2019individuo con i poteri egemoni, e giuridicamente fondati, come quello degli stati rispetto alle loro popolazioni.\u00a0<\/p><p>Questa prospettiva integrata, di cui cerco di dar conto introduttivamente qui per suggestioni rapide, mette in crisi le certezze di un mondo dato, la stabilit\u00e0 di determinate concezioni metafisiche, e le cristallizzazioni della conoscenza come visioni, ideologie e verit\u00e0 immutabili per dogmatici malintesi, anche sul terreno della metapsicologia. Al posto delle strutture positive, emergono la metamorfosi e il valore della mancanza, al posto dell&#8217;identit\u00e0 nucleare affiora il concetto di identit\u00e0 plurali e fluidamente composite, al posto della consistenza strutturale si fanno strada l\u2019instabilit\u00e0 e la divisione costitutiva di certe entit\u00e0 della precedente teorizzazione filosofica e psicoanalitica, e in sostanza della visione del mondo, a partire dalla nozione di soggetto, per continuare con quella di psiche. La particolarit\u00e0 dell\u2019idea di soggetto, inoltre, che da ci\u00f2 scaturisce, porta a rivisitare psicoanaliticamente anche il concetto stesso di mancanza, che si rivela non pi\u00f9 come la cifra ineliminabile dell\u2019esperienza umana, a partire dalla nostalgia inguaribile dell\u2019oggetto <em>a piccolo <\/em>nella visione di Lacan, ma come un suo dato, peculiare s\u00ec, ma non perpetuo, e anzi costitutivamente fluido, se non assolutamente virtuale, in relazione all\u2019assenza di soggettivit\u00e0 del soggetto. Un\u2019assenza ancora una volta, ma che crea qualcosa dalla sua essenza negativa, perch\u00e9 un soggetto che \u00e8 pensato come svuotato e anzi separato dalle esperienze soggettive \u00e8 un soggetto che ha dell\u2019umano ma non \u00e8, nel suo statuto formale, antropomorfo. Esso le esperisce ma non ne viene limitato: \u00e8 un soggetto simbolico sempre in progresso dinamico, senza patria n\u00e9 genere, senza cicatrici che ritraendosi lo segnino per sempre, che fa sistema con la psiche del singolo e del collettivo fra le quali oscilla e pulsa.\u00a0<\/p><p>Il soggetto dell\u2019inconscio \u00e8 autoreferenziale in un certo senso, come la pulsione, con cui \u00e8 perennemente in tensione, gode di se stesso e del suo fare, diventare. Mentre lo scotto della nostalgia, dell\u2019incompletezza sul piano esistenziale, e della persistenza irrecusabile del trauma della delusione originaria, nascono sul terreno di un desiderio che ha perso il suo rapporto fluido con l\u2019inconscio che sempre ripropone nuove creazioni e possibilit\u00e0, e si \u00e8 contaminato delle rappresentazioni consce e ripetitive degli affetti, o si spegne perch\u00e9 l\u2019ombra dell\u2019oggetto perduto si allunga sull\u2019Io, oscurandolo, come accade nella melanconia. Altrettanto problematiche si rivelano per il singolo, ma anche per l\u2019influenza che il singolo pu\u00f2 esercitare sulla massa, identificazioni con oggetti idealizzati, investiti di ambivalenza o chiaramente rifiutanti od ostili. Essi generano forme di diniego e di identificazione con l\u2019aggressore, e una coazione a ripetere tesa alla rielaborazione di gravi frustrazioni, e pertanto non autonomizzano, ma tengono legati al trauma e alla sua causa, per tentarne sempre una rielaborazione riparativa.<\/p><p>E forse, inversamente, legano anche alla distruttivit\u00e0 narcisistica, magari risolta in distacco autistico. Se un &#8220;oggetto&#8221;, cio\u00e8 una persona, ci ha danneggiato, ad esempio abbandonandoci, possiamo negare la perdita chiudendoci in un mondo di fantasie autistoidi del tutto private, o possiamo, dopo averlo incorporato per identificazione, vendicarci attaccandolo entro noi stessi, ma con effetti autolesionistici. Possono ricevere una spiegazione su questa base fenomeni di massa come il settarismo, il culto fanatico di una personalit\u00e0, o l&#8217;attacco a innocenti ma presunti miscredenti e traditori, a transfughi e dissidenti equiparati a capri espiatori.<\/p><p>Un soggetto non ripiegato per sempre nell\u2019ombra della mancanza corrisponde forse, andando da Freud, con il sistema soggetto\/collettivo, oltre o di fianco a Lacan, alla visione \u201cmacchinica\u201d di Deleuze e Guattari. Essi al concetto di struttura, e di soggetto come suo effetto, sostituiscono la<em> macchina desiderante<\/em>, l&#8217;inconscio creativo, in un orizzonte in cui la struttura \u00e8 piegata a considerare l\u2019evento imprevisto, che la macchina rielabora. Cos\u00ec scrive al riguardo, in un articolo su Felix Guattari, Rocco Ronchi: \u00ab<em>il soggetto non \u00e8 un fatto<\/em>, non \u00e8 un fatto compiuto che si spiega a partire da altri fatti (a partire dalla triangolazione edipica, ad esempio). Il soggetto \u00e8 un processo (un processo sociale!), il soggetto <em>si fa<\/em> e non cessa di <em>farsi<\/em>, e <em>facendosi<\/em> non cessa di <em>guastarsi<\/em>: il soggetto \u00e8 un <em>atto<\/em>, ed \u00e8 precario come tutti gli atti, imprevedibile come tutti gli atti. <em>Macchina versus struttura <\/em>significava introdurre la singolarit\u00e0, l\u2019evento, il tempo, la genesi, il cambiamento, la creazione, al cuore del soggetto. Significava pensare un desiderio che non \u00e8 mancanza, che non \u00e8 ripetizione di uno schema, ma che \u00e8 generativit\u00e0, creativit\u00e0\u00bb (Ronchi, R., <em>F\u00e9lix <\/em><em>Guattari: militante rivoluzionario<\/em>, Doppiozero 31 maggio 2020).<\/p><p>E inoltre viene neutralizzato e ridotto alla sua insignificanza nel discorso metapsicologico il concetto malinteso e abusato di identit\u00e0. Un concetto con la pretesa di riportare a un\u2019idea di unit\u00e0 e coesione psichica che non \u00e8 scontata, non ha un corrispettivo nella teoresi psicoanalitica, e, come risulta chiaro se si considerano alcune riflessioni al riguardo, \u00e8 in filosofia ovviamente alquanto dibattuta e ben lontana dal poter dare certezza di alcunch\u00e9. Leibniz rinvia alle monadi, e alla questione degli indiscernibili. Per Locke l\u2019identit\u00e0 \u00e8 legata alla coscienza di s\u00e9 e la memoria presiede all\u2019integrazione di frammenti. Con il <em>Saggio sull\u2019intelletto umano<\/em> (1694) Locke segna una svolta nella nostra cultura occidentale, il passaggio dal concetto di anima, una sorta di substrato capace di dare unit\u00e0 e persistenza nel mutare delle cose, a quello di identit\u00e0 personale. Hume parla non di identit\u00e0 ma piuttosto di \u201cfasci di percezioni\u201d, e alla memoria aggiunge l\u2019invenzione, la fantasia, come possibile elemento di aggregazione \u201cidentitaria\u201d delle esperienze. Ma sempre, sullo sfondo, vi \u00e8 l&#8217;idea di un perdersi, di un sofferto e faticoso ritrovarsi, in un processo che impegna in perpetuo.<\/p><p>Il concetto di identit\u00e0 oggi invalso in psichiatria e in certa psicoanalisi, con la sua valenza descrittiva psichiatrica rigida, come tratto costante in relazione alla tassonomia e alla diagnostica dei disturbi gravi di personalit\u00e0, che vorrebbe intenderlo come corrispettivo cristallizzato dell\u2019essere, \u00e8 ben lontano dal far parte del repertorio concettuale di Freud, che parl\u00f2 di identit\u00e0, in rapporto a quella ebraica, in una sola occasione, e sempre ha invece riflettuto sul concetto dinamico e fluido di identificazione.\u00a0<\/p><p>Il concetto di identit\u00e0, nella sua essenza definitoria giuridica, \u00e8 perfettamente ricompreso nel pensiero critico di Pierre Bourdieu quando vengono enumerate le possibilit\u00e0 che solo lo stato ha, coi suoi mezzi, di assegnare ufficialmente le coordinate anagrafiche, ma anche la nazionalit\u00e0, il genere, lo stato civile, i diritti e i doveri dei singoli cittadini. Fino al culmine paradossale riguardante l\u2019esistenza di coloro che sembrerebbero poter sfuggire all\u2019incasellamento burocratico, visto che non trovano posto nella comunit\u00e0 umana, e invece non vengono privati di una definizione, sia pure in negativo: i \u201csans-papiers\u201d.<\/p><p>Un\u2019altra direttrice fondamentale, che affianca e supera le visioni filosofiche e le descrizioni letterarie-antropologiche o politiche di Ortega y Gasset \u201c<em>La rivoluzione delle masse<\/em>) o di Huizinga (<em>La crisi della civilt\u00e0<\/em>) e Canetti\u00a0 (Massa e potere), fornendo loro possibilit\u00e0 esplicative, \u00e8 quella di una rivisitazione del testo freudiano, che interseca i concetti di <em>habitus<\/em> e di <em>violenza simbolica<\/em> elaborati da Pierre Bourdieu, filosofo e sociologo poliedrico affacciato anche su arte e letteratura, nel solco di Emile Durkheim, di Marcel Mauss e di Claude L\u00e9vi-Strauss, e nell\u2019eredit\u00e0 di pensiero di autori che vanno da Aristotele a Husserl, Heidegger, Marx, Panofsky, Chomsky e Wittgenstein, come leggiamo nel <em>Dictionnaire International Bourdieu<\/em>, CHRS EDITIONS, curato da Gisele Sapiro, uscito in novembre 2020, in cui \u00e8 sistematizzata e articolata l\u2019opera di Bourdieu e sono raccolti gli studi della comunit\u00e0 internazionale su di essa.\u00a0<\/p><p>Il primo concetto, che meriterebbe una trattazione approfondita tutta per s\u00e9, qui impossibile, ha a che vedere, sulla traccia anche di Merleau-Ponty, con l\u2019idea di qualcosa che sedimenta nel corpo ancor prima che nella psiche su pressione del mondo esterno, e in particolare, se vogliamo, della massa. L\u2019<em>habitus<\/em> porta i significanti e i valori-guida della collettivit\u00e0 al cuore stesso dell\u2019individuo, ne modula la postura nello spazio e nella societ\u00e0. L&#8217;habitus \u00e8 un altro modo per rappresentare quell\u2019adesione ai valori comuni di un gruppo sociale che garantisce sicurezza e<em> appartenenza. <\/em>Esso ci rinvia cos\u00ec al <em>Disagio nella civilt\u00e0<\/em> in ambito psicoanalitico, e ai concetti di prossimit\u00e0, familiarit\u00e0, appaesamento, in ambito antropologico.\u00a0<\/p><p>L\u2019habitus si mostra ed entra in azione attraverso gesti, azioni, disposizioni psicocorporee, modi di percepire sensorialmente e abitare col proprio corpo e la propria affettivit\u00e0 e significazione lo spazio fisico e sociale. Questi rappresentano rispettivamente, sul versante delle istituzioni dominanti e del singolo individuo, quel modo di trasmissione della sottomissione che<em> naturalizza<\/em> il dettato simbolico del potere, e quel patrimonio di abilit\u00e0 che esprimono l\u2019originalit\u00e0 ma anche l\u2019obbedienza e l\u2019adozione come guida, sempre meno avvertita come suo effetto, della voce del padrone: valori in realt\u00e0 imposti, col tempo sono percepiti soggettivamente come naturali, propri, ovvi, perdendosi la memoria intellettiva della loro origine, che resta tuttavia inscritta nel corpo, memoria senza fine in cui si deposita l\u2019esperienza. Esattamente in questo consiste l\u2019essenza del secondo concetto, quello di <em>violenza simbolica, <\/em>di un costringimento che si pu\u00f2 scambiare per persuasione, che si imprime nei corpi e su di essi, e segna la sessualit\u00e0, la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0, i rapporti sociali e affettivi, la fantasia e l\u2019amore, ma anche rimarca ingiustizia e discriminazione, inasprendo ed eternizzando iniquit\u00e0.<\/p><p>Fra l\u2019infinita potenzialit\u00e0 originaria rappresentata dal patrimonio dell\u2019inconscio e i vincoli imposti dalla societ\u00e0 e dalle leggi, e dietro ad esse dei poteri egemoni che vi si esprimono, si colloca la possibilit\u00e0 della politica come espressione della ricerca di un bene individuale nel bene pubblico. Vi \u00e8 spazio per questo oggi, per scelte politiche che non considerano inevitabile la soppressione o riduzione del godimento come condizione per la coesistenza pacifica?\u00a0<\/p><p>L\u2019analisi di Freud sembra portare a un passaggio difficile, fra la rinuncia alla libera espressione pulsionale in cambio di ordine e sicurezza, e la perdita di s\u00e9 nell\u2019assoggettamento ai voleri del Leviatano. Ma Freud sembra mostrare, ed \u00e8 questo uno dei molti aspetti cruciali su cui una rivisitazione a largo raggio del suo testo ci aspettiamo che si soffermi, altre possibilit\u00e0. Il soggetto \u00e8 per sua natura, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, relativamente immune dall\u2019appiattirsi su particolari oggetti e contenuti intellettivi-emozionali dell\u2019esperienza, nonostante esso possa contemplarli, e nonostante io, e non solo l\u2019Io, possa farli propri, assumerli come guida e ideali. La flessibilit\u00e0 che ne deriva per la <em>persona<\/em> (o <em>S\u00e9<\/em>) come totalit\u00e0 unitaria, sintesi delle sue identificazioni, del suo autoinvestimento narcisistico, della sua molteplicit\u00e0 problematica e instabile, permette di stare nel gruppo recependo elementi percepiti come necessari nello scambio sociale o utili all\u2019arricchimento delle proprie possibilit\u00e0 soggettive. Ci\u00f2 accade con sospensioni temporanee e anche non complete della propria individualit\u00e0, ma soprattutto con una continua possibilit\u00e0 di osmosi con l\u2019ambiente, vale a dire con la possibilit\u00e0 sia di contaminazioni, che possono esitare in casi estremi di potenza e pressione in una sorta di atmosfera condizionante, sia di una rigenerazione ininterrotta, come di norma accade. La reversibilit\u00e0, la scelta di evoluzioni che mantengano il <em>proprio<\/em> senza perdere possibilit\u00e0 di miglioramento che si ottengono assorbendo o rilasciando l\u2019<em>altro<\/em>, fa parte delle <em>chance<\/em> dell\u2019individuo e della fortuna e della stabilizzazione del gruppo.\u00a0<\/p><p>Una funzione particolare viene svolta dall\u2019apparato sensoriale e dal linguaggio come sistema simbolico operante con mezzi non verbali e verbali, che risultano entrambi in diverso modo fondanti sul piano sociologico la soggettivazione: lo stimolo ambientale, quale pu\u00f2 essere il modo di vestire e la moda, la propriocezione del corpo nel contatto con gli abiti, gli altri corpi e gli elementi naturali, nell\u2019impatto con lo sguardo e il desiderio proprio e altrui, nell\u2019ascolto della lingua e nella percezione delle sensazioni fonematiche. In parallelo si trascorre impercettibilmente e diversamente, sul piano psicoanalitico, nelle scelte soggettive, come nel caso della sessuazione e quindi della scelta di genere, della propria auto-definizione come soggetto, con tutta la fugacit\u00e0 del suo essere.\u00a0<\/p><p>Vi \u00e8 forse la possibilit\u00e0 di non dover rinunciare a godere per tenere la pace, se usciamo dalla riduzione della portata dell\u2019inconscio alla contrapposizione edipica fra desiderio e tab\u00f9 come unico significante sociale, nonch\u00e9 dalle condizioni che validano la fondazione paolina della radice del desiderio nella trasgressione della legge, e fanno coincidere\/collidere senza vie d\u2019uscita le ragioni e le condizioni del desiderio e della legge. Dovremmo assumere, in altre parole, la visione in cui la macchina desiderante rifonda su altre basi il mondo, e fa coesistere senza deflagrazioni periodiche il desiderio di libert\u00e0 e il desiderio di sottomissione, stemperandone la potenza di enunciazione in risultati che superano le limitazioni d\u2019orizzonte e le contraddizioni di partenza.<\/p><\/div><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8d82425 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"8d82425\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;,&quot;_ha_eqh_enable&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-223a97d\" data-id=\"223a97d\" data-element_type=\"column\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f7ee8ab elementor-invisible elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f7ee8ab\" data-element_type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;_animation&quot;:&quot;fadeInDown&quot;}\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p>Fonte:<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/psicologia-delle-masse-un-secolo-di-politiche-dellinconscio\"><strong>https:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/psicologia-delle-masse-un-secolo-di-politiche-dellinconscio<\/strong><\/a><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Psicologia delle masse. Un secolo di politiche dell&#8217;inconscio. (Italian version) \u00a0Di Pietro Pascarelli.\u00a0 Ricorre quest&#8217;anno, in un momento di grande difficolt\u00e0 planetaria per la pandemia da Covid, segnato dal recente riemergere anche in Italia e in Europa, in una sfavorevole congiuntura economica, del populismo e di derive autoritarie come il sovranismo, il centenario di un&#8217;opera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2618,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[30],"class_list":["post-2617","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-relatori-en","tag-pascarelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2617"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2617\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3096,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2617\/revisions\/3096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massenpsychologie.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}